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Adorare è dare: il culto a Dio

Premessa

La piccola vedova, era tanto povera…Marco 12:41,44


Dare è una parte integrante del culto che si rende a Dio. Infatti, “per mezzo di Gesù, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode” (Eb. 13:15,16)

Tra dare e adorare c’è un intreccio indissolubile. Nel dare a Dio, si adora Dio.

Nell’atto del dare si esprime la qualità dell’essere. Per questa ragione, interrogarsi sulla liberalità cristiana significa fare i conti con l’identità cristiana.

Dare al Signore è uno dei privilegi che scaturiscono dal fatto di essere parte del popolo di Dio.

Il dono è il «fatto sociale totale»… La «legge finanziaria», Un discorso analogo può essere fatto a proposito della vita cristiana.

Nella lode al Signore, non c’è dire senza dare come non c’è dare senza dire. Se il dire non è accompagnato dal dare e viceversa, il dire non dice niente e il dare non contribuisce a nulla.

Se è vero che essere cristiani vuol dire essere adoratori, è altrettanto vero che essere adoratori significa essere donatori. Il dare è quindi integrato nel culto.

Come Dio non lascia all’uomo l’arbitrio di adorarlo come vuole, bensì gli indica il modo in cui vuole essere lodato, così Egli non lascia il donatore completamente a se stesso per quanto riguarda ciò che dà e gl’insegna come deve dare. Dato che il culto non viene solo comandato ma anche regolato, anche il dare non viene solo richiesto ma anche disciplinato. E qui entra in gioco il discorso della decima, inevitabilmente.


Il dare nella Bibbia: la decima nell’A.T.


La Bibbia ne parla in modo esteso ed in relazione a diversi periodi della storia della rivelazione


Abramo (Gen 14,18-20) e Giacobbe (Gen 28,22). La decima è un criterio del dare che sancisce un rapporto di rispetto e di dipendenza tra chi la dà e chi la riceve.


(Lev 27:30). Concretamente, essa serve a provvedere annualmente il sostentamento dei leviti i quali si occupano esclusivamente del culto a Dio. A loro volta, i leviti sono chiamati a devolvere la decima di quanto ricevono ai sacerdoti (Num 18:21-32)


Nella decima convergono motivazioni teologiche, disposizioni cultuali e preoccupazioni sociali. L’economia, la religione, la società: niente è escluso. La decima si configura come vero e proprio “fatto sociale totale”


Nel corso della storia del popolo d’Israele, non sempre la decima è stata rispettata(Am 4:4; Mal 3:7-12)



Nel Nuovo Testamento

Alcuni non credono alla decima perché dicono: “non siamo sotto la legge ma sotto la grazia” ma è una idea stupida, quando Dio diede la legge mostrava la grazia, la legge veniva dalla grazia di Dio per Israele. Non ha mai dato la sua legge ad altre nazioni ma solo ad Israele, era un favore immeritato, Era una grazia.

Nel NT il comandamento della decima non viene ribadito esplicitamente

Viene meno, nel senso che si compie, il contesto mosaico della decima, eppure non cessa di valere il principio teologico.

Tutto l’insegnamento del Nuovo Testamento sul dare al Signore fa leva sulla necessità della generosità (2Cor 9:5,13) che comporta la rinuncia di chi dà a beneficio di chi riceve (Mc 12:41,44; 2Cor 8:2,3).

Nel dare, bisogna tenere conto delle “possibilità” di ciascuno (At 11:29; 2Cor 8:3,11) oltreché della “prosperità” che gli è concessa (1Cor 16:2). Comunque, se la decima era un impegno economico non indifferente per l’israelita, le esigenze della liberalità cristiana non sono da meno, tutt’altro. Se sotto la legge erano così scrupolosi, tanto più nella grazia;

Si può dire che nell’era messianica non vengono contemplati automatismi segnati da fissazioni fiscali ma nemmeno vengono previste licenze al ribasso rispetto a quanto il resto della Bibbia prescrive.

Tutto fa pensare che ciò che si richiede ai credenti sia qualcosa di più della decima, comunque qualcosa di significativo.

Si può dare di più, ma non si dovrebbe dare di meno!

Ecco, si può considerare la decima come la soglia della liberalità cristiana. La decima è la soglia che fa la differenza tra la responsabilità cristiana e la frivolezza religiosa.

Dato che le improvvisazioni legate alle circostanze o i sentimentalismi del momento non sono atteggiamenti appropriati per la vita cristiana, la decima è un criterio che deve essere tenuto presente per onorare Dio nella misura in cui l’onore di Dio merita di essere riconosciuto.

Quello che è richiesto dal NT non è tanto una percentuale, ma un dare liberalmente con questo principio: (2Cor. 9:6,8)

Attenzione, noi non diamo perché così riceviamo di più, ma perché vogliamo ubbidire al Signore.

Con le sue parole serene ed autorevoli, Gesù, è andato oltre la semplice riaffermazione degli insegnamenti dell'Antico Testamento: Gesù ha fuso le rigide prescrizioni dell'Antico Patto con il rinnovato impulso d'amore del Nuovo(Matteo 5:17,20).

Gesù, poi, utilizzò degli esempi tratti dall'Antico Testamento per rendere chiaro ciò che intendeva dire con l'espressione «compiere la legge di Dio». Alcuni esempi: (Matteo 5:21,22) - (Matteo 5:27,28).

Date generosamente le vostre offerte, ciò attesterà al vostro Padre celeste che il denaro non vi domina rendendovi schiavi dell'egoismo».


Il dare e il ministero

Nel NT sembra logico che si dia alla chiesa. La chiesa poi amministra i soldi secondo i bisogni.

Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura;" (Mar 16:15) questo è un comando a tutti noi. Per fare questo ci vogliono soldi e per tante altre attività come: Strutture, Pastori, Missionari, eccetera. Questo non sembra tanto differente dal principio per il quale i Leviti erano sostenuti.

Riguardo la missione Gesù diede delle specifiche indicazioni riguardo il sostentamento:

Luca 9: 3 - Luca 10: 3-7 - Vedi anche Mt. 10:7,10 e ITim.5:17,18-ICor.9:4:13-II Corinzi 11:8,9

L’apostolo Paolo rivendica la legittimità per coloro che annunciano il vangelo di essere sostenuti dalle chiese richiamando il diritto dei leviti che servivano nel tempio di essere mantenuti per il lavoro svolto (1Cor 9:13-14) e 3Gv.5,8. così, il modello del sostentamento basato sulla decima viene riproposto anche se non c’è un esplicito riferimento.

La piccola vedova, era tanto povera…ha dato più di tutti gli altri messi insieme! Dalla sua povertà ha dato tutto, noi diciamo che ci vuole buon senso, ma Gesù non disse che la vedova non avesse buon senso, lei stava adorando Dio, stava dando a Lui e non aveva il buon senso per risparmiare neanche la metà, lei amava Dio: Ho fede in Te! Ti Adoro!


Conclusione

Bisogna ricordarsi delle parole di Gesù, il quale disse Egli stesso: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti 20: 35).

 
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