Get Adobe Flash player
Home Articoli e studi Studi Biblici L'ospitalità

L’ospitalità (philòxenia) oggi


  1. Il vocabolo xenos è noto sin dalle antichità. In una situazione di rapporti primitivi, lo straniero(xenos) equivale fondamentalmente al nemico, essendo sconosciuto e perciò sospetto. Timore e sospetto circondano lo straniero e il suo ambiente. Spesso lo straniero è considerato persona al bando e come tale perseguitato e ucciso. In ogni caso è sempre privo di diritti.

  2. In uno stadio successivo si comincia a prendere contatto con lo straniero con un atteggiamento che anch’esso originariamente è prodotto dalla paura: lo straniero appare come uno che viene dagli dèi, è loro messaggero. Perciò per timore degli dei ci si prende cura di lui.

  3. Presso i greci xenos è soprattutto chi non appartiene alla propria comunità, però perlomeno devono essere trattati con cortesia. Per il greco è un segno di barbarie lasciare lo straniero senza la protezione del diritto e trattarlo arbitrariamente. Sparta invece è xenofoba prevedeva infatti l’espulsione dello straniero.

  4. Con l’intensificarsi dei contatti con città e popoli non greci, straniero è semplicemente colui che non appartiene alla propria città e questo non impediva di intrattenere relazioni con esso.

  5. A Roma lo straniero rimase teoricamente privo di tutti i diritti fin dentro l’epoca imperiale, anche qui era escluso dal culto. Solo se aveva un patrono gli era consentita la possibilità di alloggio e di protezione giuridica. Era sempre possibile l’espulsione degli stranieri molesti.

  6. La più grande migrazione della storia ha avuto luogo certamente dopo la seconda guerra mondiale. Nel corso e in conseguenza degli eventi bellici si stima che circa 150 milioni di persone abbiano cambiato luogo di residenza e molti anche perduto la patria. Innumerevoli profughi si sono sentiti sradicati, privi di appoggio nei nuovi luoghi dove si sono stabiliti e ne hanno sofferto fisicamente e spiritualmente.

  7. Il fenomeno dell’essere straniero si può osservare oggi anche in un altro aspetto della nostra società. Nell’Europa occidentale e centrale si determinano verso lo straniero atteggiamenti istintivi e irrazionali, di difesa e di emarginazione. I problemi dei profughi e dei lavoratori immigrati ripropongono drammaticamente l’attualità dell’antico problema del rapporto con lo straniero. Qual è oggi la riposta a questo problema?

  8. Il mondo moderno ha perduto l’antica sensibilità per l’accoglienza dello straniero. L’ospitalità è quasi un anacronismo o tutt’al più viene praticata molto sommariamente. Le stesse condizioni di abitazione sono oggi un impedimento all’accoglimento di ospiti. Tutto è demandato in sostanza all’impresa alberghiera, naturalmente contro pagamento. Lo straniero non appare più come il gradito messaggero di regioni e popoli lontani.





L’ospitalità nella Bibbia e tra i cristiani


  1. Anche nell’AT l’ospitalità è un’usanza e un dovere ovvio Gn 18:1 – 19:1 – 2Sam. 12:4 Gb. 31:32. Una grave lesione del diritto dello straniero è l’azione in Giudici 4:17. La legislazione d’Israele proibisce l’oppressione dello straniero, aggiungendo come motivazione che anche Israele è stato un tempo straniero in Egitto Es. 22:21-23:9-Dt. 24.14

  2. Nel NT xenos compare 14 volte. Quattro dei cinque passi di Matteo si trovano in 25:31,46 dove dare ricovero allo xenos è darlo a Gesù Cristo medesimo, come anche il rifiuto. Secondo la narrazione dei Vangeli, Gesù ha spesso goduto durante la sua attività pubblica dell’ospitalità offertagli: Mc 1:29-2:15-Lc.7.36-10:38 L’ospitalità compare anche nelle parabole di Gesù e la chiamata viene descritta con l’immagine del banchetto per gli ospiti: Lc 13.29-14:16

  3. La missione dei primi cristiani comportava sovente che i missionari dovessero essere ospitati At.10:6-16:15 in Rom. 16.23 e 3Gv.5

  4. La philòxenia(ospitalità) che ci si attende da tutta la comunità Pt.4:19 viene raccomandata ai cristiani come una virtù Rom.12.13-Eb.13:2, ed è posta sotto il segno di una promessa: alcuni hanno albergato angeli. Così l’antico costume dell’ospitalità aveva fatto aprire più di una porta ai messaggeri della nuova alleanza e l’ospitante ne aveva ricevuto benedizione. Vedi Cornelio, Publio At.10:23 e 28:7 – Filemone 22.

  5. Il dovere di essere filòxenos (ospitale) non incombe solamente al vescovo(1Tm.3.2 e Tito 1:8) ma anche nel caso della vedova 1Tm.5:10

  6. Il detto “non dimenticare l’ospitalità” Eb.13:2 non è invecchiato, ha piuttosto bisogno di nuovi contenuti. Il problema dello straniero, della condizione di straniero si pone con rinnovata urgenza e in nuove forme: lo straniero come profugo, come lavoratore straniero, come immigrato è una realtà nella vita quotidiana del mondo, del cristiano e della chiesa e la sua stessa presenza è un problema.

  7. Come accoglie la comunità cristiana gli immigrati? Cosa fa perché essi si sentano membri a pieno titolo, fratelli e non solo corpo estraneo tollerato? Il popolo di Dio, la chiesa, è sempre responsabile per gli immigrati, deve proteggerli e assisterli e non soltanto in senso materiale. Soprattutto bisogna riflettere che nel forestiero è Cristo medesimo che noi incontriamo(Mt. 25:35)

  8. Un tempo si amava parlare, negli ambienti cristiani, della condizione di stranieri e di pellegrini dei cristiani su questa terra. E’ un discorso che mi sembra abbia perduto di attualità. E’ un fatto ambiguo se si pensa che di fatto la cristianità ha saputo stabilirsi molto bene in questo mondo!

 
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi57
mod_vvisit_counterIeri104
mod_vvisit_counterQuesta Settimana775
mod_vvisit_counterMese1923
Curiosità
Seguici su Facebook

Download
Bibbia in omaggio
Biografie Cristiane
Film Consigliati
Link utili
 3 visitatori online