SIATE AGAPORNIS(inseparabili)
Ebrei 13:1 L’amore fraterno rimanga tra voi. (Nuova Riveduta)
Ebrei 13:1 L'amor fraterno continui fra voi. (Riveduta)
Ebrei 13:1 L'amor fraterno dimori [fra voi]. (Diodati)
Ebrei 13:1 Continuate nell’amore fraterno(Nuova Diodati)
In greco si hanno diversi modi per esprimere quello che noi chiamiamo AMORE.
Il vocabolo in uso più frequente è:
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Philéo = che indica in generale “affezione verso una persona o una cosa”.
In primo piano sta il rapporto coi parenti e cogli amici (philadelphia) ma vi è compresa l’intera dimensione del sentimento di piacere, benevolenza per qualcosa. Implica sollecitudine, premura, ospitalità.
Philia = designa l’amore, l’amicizia, l’attaccamento, il favore;
Philos = il parente, o l’amico;
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Eros = invece è l’amore passionale, possessivo; tra un uomo e una donna fatto di attrattiva, passione, desiderio. Indica il piacere che i greci provavano per la bellezza fisica e per il desiderio dei sensi; Eros e stergò(diletto) sono concetti completamente assenti poiché NON corrispondono al pensiero del NT.
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Agapao e agape = Nel NT hanno assunto un significato peculiare, venendo usati per indicare l’amore di Dio e il modo di esistenza che in tale amore si fonda; agapao per i greci è usato senza particolari sfumature, interscambiabile con eros o phileo ed ha il significato di: gradire, trattare con reverenza, essere soddisfatto, trattare con gentilezza;
Nei LXX indica il rapporto scambievole tra persone, e poi anche quello tra Dio e l’uomo;
Amore però non è per l’AT soltanto il rapporto dei sessi ma anche il legame di sangue, o spirituale, degli uomini tra loro: paternità o maternità e amicizia. Non esiste per l’ebraico la possibilità di distinguere quello che in greco esprimono eros e agapao;
Nel NT amore è uno dei concetti centrali, capaci di evocare l’intero contenuto della fede GV.3:16. L’azione di Dio è amore che attende come risposta l’amore dell’uomo, 1Gv.4:19. Dio stesso viene definito come amore: 1Gv.4:8-16 3 1Cor.13:13
Agapao si riferisce sempre al rapporto tra Dio e l’uomo. Nel termine agape è chiara la presenza della misericordia e l’amore, che si manifestano nella volontà di redimere gli uomini; Gesù oltrepassa decisamente i limiti della tradizione giudaica amando i nemici(Mt. 5:43), e ama coloro che lo crocifiggono, anzi muore per essi. In Paolo l’inno dell’amore 1Cor 13 non deve considerarsi come un capitolo “etico” ma come una descrizione dell’agire stesso di Dio, al posto della parola amore possiamo mettere il nome di Gesù Cristo. In questo contesto l’amore rappresenta il più grande dei doni dello Spirito Gal. 5:13,22 – 1Cor. 14:1
In 1 Cor. agape appare come la forza che tiene insieme ed edifica la comunità. Senza amore non è possibile alcuna comunanza, alcuna vita in comune.
Il rapporto tra Padre e Figlio è agape Gv. 14:31, e i credenti vengono accolti all’interno di questa relazione d’amore, Gv. 14:21 – 17:26 – 15:9.
Il Padre il Figlio e i credenti sono unificati nell’unica realtà dell’amore divino. L’alternativa è una sola: la morte 1Gv.3:14-4:7
L’amore vicendevole si fonda nell’amore di Dio e assurge a segno e prova della fede Gv.13:34 – 1Gv.4:21 – 1Gv.3:10 – 4:7
Azioni liturgiche: il bacio dell’agape 1Pt.5:14 e il banchetto d’amore(agape) 1Cor. 11, il chiamarsi fratello/sorella dimostra che la nostra comunanza fondata sull’agape è intesa come famiglia di Dio;
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L’amore “rimanga” - “continui” tra voi… Non solo fratelli “santi” ma anche “amanti” non emotivi ma consapevoli…
MENO’ = Dal greco antico e dalla stessa radice del latino “maneo”, e dell’italiano “rimanere”, significa “rimanere in un posto o presso una persona per un certo tempo”.
In un altro senso significa: “stare ai patti”, “resistere contro l’avversità o ai cambiamenti in genere”. Indica qualcosa che ha “consistenza”, “che rimane”.
Nella traduzione dei LXX raramente esso indica il concetto di rimanere in un posto o il fatto di aspettare. Generalmente si tratta dell’avere consistenza, del durare, del rimanere valido di qualcosa. Viene usato in riferimento a Dio che non rompe il suo rapporto con l’uomo (Salmo 112:3,9) sicché la Sua parola e la Sua verità rimangono per sempre. La stabilità, la costanza è un’importante proprietà di Dio;
Si tratta di descrivere l’intima comunione fra Cristo e i credenti; Gesù invita a “rimanere” in questa comunione e assicura ai credenti che anch’egli rimarrà in essa (Gv. 15:4) Rende l’idea l’intima appartenenza che lega il Figlio e il Padre, la loro ininterrotta comunione così come un figlio, a differenza del servo, “rimane” stabilmente nella casa del padre(Gv. 8:35)
Siate AGAPORNIS = INSEPARABILI






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