Prima parte
Il principio di tutte le cose
Premessa: l’unzione interiore e l’unzione per il ministero: 1Gv.2:20-27
Luca 4:16,21 La Scrittura dichiara che Dio stesso è il principale evangelista, poiché lo Spirito di Dio è uno Spirito di verità, amore, santità e potenza l’evangelizzazione è impossibile senza di esso. E’ Lui che unge il messaggero;
Lui ha passione per le anime, ci ha creati, amati, riscattati. La salvezza appartiene quindi all’Eterno;
Ma la storia non finisce qui, l’evangelizzazione non è soltanto opera di Dio è anche opera dell’uomo, o meglio ancora, opera di Dio attraverso l’uomo. Come Dio ha mandato il suo Figlio, così manda i cristiani
Coloro che evangelizzano lavorano “assieme” a Dio, così facendo vedranno che tutta la potenza che scaturisce dalla loro testimonianza è da Dio e non da loro stessi.
Nel NT la missione inizia con qualcosa di simile ad una esplosione di gioia. La notizia che quel Gesù che era stato rifiutato e crocifisso adesso è vivo, non può essere in alcun modo tenuta nascosta, deve essere annunciata.
La missione della Chiesa è essa stessa opera potente di Dio, il segno dell’irrompere del regno, è Dio che agisce nella potenza del suo Spirito facendo opere potenti, creando i segni di una nuova era, operando segretamente nel cuore degli uomini per attirarli a Cristo.
Non si insisterà mai abbastanza sul fatto che l’inizio della missione non è un’azione nostra, ma è la presenza di una nuova realtà: la presenza dello Spirito di Dio!
Quindi evangelizzare vuol dire “presentare Cristo nella potenza dello Spirito Santo affinché gli uomini giungano a porre fiducia in Dio attraverso Lui, di accettarlo come loro Salvatore e di servirlo come Re nella comunione della chiesa” oppure “proclamare la buona novella della salvezza agli uomini in vista della loro conversione a Cristo e del loro inserimento nella Sua chiesa”.
Seconda parte
Non c’è missione senza adorazione
Matteo 28:16,20
Ciò determinerà anche il tipo di azione e messaggio da portare;
Se ci domandiamo in cosa consiste il messaggio evangelistico il NT sembra indicare essenzialmente cinque punti sui quali occorre impartire istruzione:
il Vangelo è un messaggio su Dio;
il Vangelo è un messaggio sul peccato;
il Vangelo è un messaggio sulla persona e l’opera di Cristo;
il Vangelo è un messaggio riguardante la nuova nascita. Occorre un inizio completamente nuovo attraverso la potenza dello Spirito Santo;
il Vangelo è un messaggio che chiama al pentimento, alla fede e al discepolato;
Il mandato del Signore Gesù non riguarda solo coloro che si recano in un altro paese a predicare, ma tutti coloro che, pur restando in patria, stanno cercando di fare discepoli. Si deve dedurre che l’accento fondamentale non è tanto sull’andare, quanto sull’ammaestrare.
Ammaestrare vuol dire “fate degli altri uomini ciò che voi stessi avete imparato” e come: andando, battezzando, istruendo. Fino ad ora Matteo ha riservato l’uso del verbo “insegnare” solo a Gesù, ma ora tale azione viene estesa ai suoi discepoli. Si deve dunque affermare che l’insegnamento costituisce in Matteo un’attività assai importante da cui non si può prescindere. Essa caratterizza la vita di un autentico discepolo che si preoccupa di trasmettere tutte quante le cose che il Signore ha comandate.
Terza parte
La visione missionaria
La volontà di Dio per noi oltre a quella di stabilire con Lui una relazione Padre-figlio, consiste nel farci partecipi anche del suo piano divino di redenzione rivolto all’intera umanità. In un certo senso noi siamo l’estensione della sua volontà sulla terra, i suoi rappresentanti davanti al mondo.
L’essere suoi discepoli significa essere investiti da un mandato che abbraccia il mondo intero, Atti 1:8
Avere una visione missionaria è di grande importanza, certo questo non significa che tutti lasceranno o dovranno lasciare la propria attività, casa, famiglia, nazione, ecc. Ma anche per coloro che rimangono c’è la responsabilità del grande mandato “andate per tutto il mondo…ammaestrate” ed anche la promessa che saremmo stati accompagnati dalla Sua personale testimonianza, Mc.16:15,20-Gv.14:12-At.9:31-Eb.2:3,4
Per poter rispondere ad una visione del genere è necessario indirizzare la nostra vita verso gli obiettivi di Dio e per raggiungerli sarà indispensabile apportare delle modifiche alle nostre abitudini e al nostro modo di vivere
Come chiesa dovremmo contemplare la costante possibilità di mandare operai nel campo della missione, ovunque Dio vorrà.
Dovremmo essere più generosi nel dare uomini e mezzi affinché altri siano incoraggiati a farlo.
Una delle responsabilità degli anziani di una chiesa dovrebbe essere quella di preparare altri a questa visione, e la chiesa locale non dovrebbe considerare la partenza di qualcuno come una perdita ma, invece, come un grande privilegio da parte di Dio. Una chiesa nella quale avvengono queste cose dovrebbe sentirsi benedetta poiché è nel dare che si riceve e se siamo generosi nel dare uomini al Signore, vedremo Dio supplire ad ogni nostro bisogno
Quando Gesù inviò i discepoli nella sua missione, prima mostrò le mani e le ferite del costato: essi cioè condivideranno la Sua missione in quanto condividono la Sua passione!
Al centro della missione vi è semplicemente il desiderio di essere con Lui e di offrirgli il servizio della nostra vita, al centro della missione vi è la riconoscenza e la lode. Questo è il segreto più profondo: che Dio possa essere glorificato!






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