“L’ESPERIENZA CARISMATICA DELLA VITA”
Insieme all’annuncio del vangelo, la guarigione degli infermi è la testimonianza più importante che Gesù dà al regno di Dio che sta per irrompere. Secondo Mt 10,8 questo è anche un compito che i suoi discepoli devono assolvere. Quindi è una componente essenziale dell’apostolato della chiesa. L’esperienza delle guarigioni da malattie psichiche e fisiche, allora, rientra nella stessa esperienza carismatica della vita. Nel contesto della fede le guarigioni sono segni della ri-creazione e della rinascita della vita. Se lo Spirito di Dio è sperimentato come Spirito del risuscitamento dei morti, allora le guarigioni vanno interpretate quali segni anticipatori della risurrezione dei morti e della vita eterna. Così, come la vita eterna dà vita a coloro che credono, la salvezza eterna risana quelli che si mostrano fiduciosamente aperti ad essa.
La prima cosa che, stando ai vangeli sinottici, gli uomini hanno sperimentato in Gesù è stato il potere di guarigione dello Spirito divino. I posseduti e gli infermi escono fuori dagli angoli in cui erano stati costretti, dai deserti in cui erano stati relegati, dalle ombre in cui essi erano finiti, e cercano la sua vicinanza. Presso Gesù gli uomini non si scoprono sani, secondo l’ideale greco dello spirito sano in un corpo sano, ma malati, sofferenti e bisognosi di aiuto. Qui essi non mostrano il loro lato chiaro, ma la propria zona d’ombra. E perché i malati si avvicinano a lui? Senza dubbio perché sperimentano nell’esistenza di Gesù una forza contagiante di guarigione: “Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. E Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni” (Mc 1,32ss.). Questi “demoni” sono potenze distruttive che mostrano tratti personali. Il loro piacere sta nel torturare gli uomini. Quando il messia verrà – apprendiamo da un’antica speranza dell’ebraismo – tutti questi spiriti vessatori si dilegueranno dalla terra e gli uomini torneranno sani e potranno vivere secondo ragione. Nell’antichità si verificavano spesso guarigioni miracolose, che del resto succedono ai nostri giorni. In Gesù, però, esse accadono nell’orizzonte del suo annuncio del regno di Dio: quando Dio incomincia ad esercitare il suo potere sulla creazione, i demoni scompaiono. Gesù porta il regno di Dio non soltanto in parole che suscitano la fede, ma anche in guarigioni che risanano.
Come le malattie gravi sono segni precursori della morte, così le guarigioni vanno interpretate come segni premonitori della risurrezione. In ogni malattia grave noi ci troviamo impegnati a “lottare contro la morte” ed in ogni guarigione ci sentiamo “ridonati alla vita” e “come rinati”. Riferito alla malattia, il regno di Dio significa guarigione, se riferito alla morte esso parla di risurrezione.
Jurgen Moltmann






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