“IL SACRIFICIO DELLA LODE”
Tutti noi dobbiamo comprendere che il fuoco delle prove, nel quale spesso ci veniamo a trovare, non per forza corrisponde al fuoco spirituale che ci consuma d’amore e devozione per il Signore. Quest’ultimo è permanente, mentre il primo è soltanto intermittente. Entrambi possono bruciare anche contemporaneamente, ma non dobbiamo confonderli l’uno con l’altro. Ciò che importa non è il fuoco della prova, ma piuttosto come io reagisco in esso; il fuoco dello spirito mi consuma così tanto per Dio che tutto ciò che in me reagirebbe malamente è stato bruciato via? Se così è, il fuoco esterno non farà altro che cooperare alla mia purificazione.
Rispondo alla fornace ardente con ira, rivendicando e auto giustificandomi e con un forte senso di rivalsa cercando di salvare la mia reputazione? O andando all’estremo opposto, sprofondo nell’auto commiserazione, accasciandomi nella mia debolezza e con rassegnazione mi metto da parte consolandomi, con l’avere pietà di me stesso e gridando “all’ingiustizia” che mi è stata fatta? Oppure, d’altro canto, affronto con gioia la ruberia dei miei beni, con pazienza le offese o le ingiurie al mio nome? E ancora, porgo l’altra guancia, percorro il secondo miglio, amo quelli che mi odiano e prego per coloro che dispettosamente si usano di me? In altre parole, tutto dipende da questo: mi offro a me stesso o a Dio? Sacrifico al mio io o al Signore?
Il sacerdote, come il Sommo Sacerdote prima di lui, deve avere qualcosa da offrire, e dato che c’è solamente una vita che è accettevole in cielo, questo qualcosa deve essere l’Uomo Nuovo, con tutte le sue grazie, le sue glorie e le sue virtù. In quest’ottica si deve intendere e capire la frase “il sacrificio della lode”. Dio è lodato, se e quando, attraversando lunghi periodi di prova e tribolazione, li affrontiamo rallegrandoci; quando possiamo ringraziarLo per ogni cosa, persino per il calice più amaro; lodarLo in prigione, gloriarsi nelle cose che ci rendono deboli; quando le onde più alte non fanno altro che mostrare il nostro ottimismo e quando nulla può urtarci anche se ci ferisce profondamente. LodarLo quando è assolutamente innaturale farlo è sacrificio, raro e prezioso. Allora, per noi (come dice Pietro) che crediamo Egli è prezioso; (è la preziosità) questo è il nostro personale apprezzamento della sua persona. È questa preziosità che ciascuno di noi offre a Dio – Lui in tutta la sua preziosità per le nostre anime.
G.W. North