“I DONI DELLO SPIRITO SONO DELLO SPIRITO”
La chiesa locale, ovunque si raduni, deve essere una vera espressione della persona di Cristo. A questo proposito lo Spirito Santo è all’opera con i suoi doni. Cristo desidera funzionare nel suo Corpo, che è la Chiesa sulla terra, in maniera semplice e gloriosa e ciò sarà possibile mediante i doni che Paolo menziona nella sua prima lettera ai Corinzi cap.12. Il Signore senza ombra di dubbio, intende che questi doni siano operanti ancora oggi. Lo stesso amore perfetto che lo animava quando operava tra gli uomini, è quello che ancora riempie il suo cuore e dato che i doni sono intesi come un’espressione di quell’amore, non c’è da meravigliarsi che il cap.13 della stessa epistola è dedicato a questo amore.
I doni, usati in maniera appropriata, rappresentano la forma più alta di adorazione, il mezzo di servizio più grande e l’espressione più evidente di sacrificio di sé di cui è capace la chiesa (a parte il martirio).
Nel v.4 del cap..12 ci viene detto che “ci sono diversità di doni, ma il medesimo Spirito”. Troppo spesso, in molte chiese dove i doni vengono esercitati, ogni “diversità” dalla monotonia è nel volume del rumore e non nella varietà delle manifestazioni. Oh, quando impareremo che il rumore non è sinonimo di potenza?
In questo capitolo l’elenco dei doni è sorretto da un verso che ci dice che lo Spirito che dà questi doni è il medesimo Spirito che li distribuisce come vuole ai membri del Corpo ed inoltre ci rende operativi attraverso ciascun membro.
Perciò apprendiamo e riconosciamo che le persone che hanno ricevuto dei doni non devono esercitarli a loro proprio uso e consumo, perché sono speciali e preziosi e sono stati distribuiti gratuitamente dallo Spirito ed è il Signore che sceglie quando operare, ed è sempre Lui che decide attraverso chi operare ed è sempre Lui che sceglie con quale dono operare.
È importante sapere che ogni membro del Corpo è un dono dello Spirito per quel Corpo così che membro e Corpo possano funzionare correttamente e la sola maniera in cui un individuo può mantenere il suo dono in uno stato di spiritualità è conservare il suo proprio spirito in santità e potenza e che sia sempre lo Spirito Santo ad operare il dono. È lo Spirito che deve essere il solo iniziatore e ispiratore del particolare messaggio orale e in ogni altro dono l’esercizio deve avvenire tramite la potenza della Croce. Solo così la manifestazione potrà dirsi dello Spirito. Non è il dono che rende spirituale la persona, viceversa, è la persona che rende il dono spirituale; il Signore vuole parlare e operare sempre più e sempre più potentemente. Questo accadrà se saremo permanentemente ripieni dello Spirito Santo e se riconosceremo che i doni appartengono allo Spirito, sono suoi, di sua proprietà.
G. W. North






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